17 DICEMBRE

IL FUTURO DELLE MONTAGNE

Una giornata di tavoli tematici, gruppi di lavoro e workshop. Per immaginare e costruire insieme un futuro desiderabile per i territori montani.

A cura di Athamanta

domenica 17 dicembre
h. 9.30

Incontro plenario in piazza alberica, carrara

TAVOLI DI LAVORO:

1) METODOLOGIE E APPUNTI PER ECOLOGIE POLITICHE MONTANE. A CURA DI SCUOLA DI ECOLOGIA POLITICA IN MONTAGNA

In questo tavolo verranno discussi e integrati diversi approcci e metodologie di ricerca-azione dal basso. Difficoltà, alleanze e conflittualità nella costruzione di differenti piani di relazione (istituzionali e non) ed il coinvolgimento reale della popolazione montana nelle lotte territoriali saranno il perno attraverso cui discutere di ripopolamento, agricoltura montana e diritto all’abitare.

2) OLIMPIADI MILANO-CORTINA 2026

In questo tavolo andremo ad analizzare il modello dei mega eventi, legato a doppio filo a quello delle grandi opere, nella specificità delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. A partire dalla predazione delle risorse pubbliche, con la creazione di un complesso sistema di scatole cinesi, di progetti, infrastrutturali e non solo, che eludono ogni controllo grazie al commissariamento e al meccanismo dell’emergenza e dell’interesse di pubblica utilità. Dall’altra parte vedremo quali sono i pilastri di questa forma di estrattivismo, ovvero favorire il turismo di massa, anche e soprattutto con infrastrutture edilizie e stradali che aumentano la devastazione del territorio ed il consumo di suolo. Altro pilastro che collega questo grande evento con la situazione delle Alpi Apuane è l’estrazione e l’uso dell’acqua, che viene utilizzata per gli impianti sciistici e inquinata, portando a conseguenze lungo tutto il bacino versante. È proprio a partire da questo concetto che cercheremo di collegare quello che succede nelle Terre Alte con quello che succede in pianura, in città come Milano o Venezia, cercando di immaginare assieme possibili pratiche e percorsi da mettere in atto per fermare le ennesime devastazioni dei nostri territori.

3) DOMINI COLLETTIVI E USI CIVICI

In questo tavolo si affronterà il tema dei modelli sociali ed economici coerenti con la tutela degli ecosistemi e con la cura intergenerazionali cui sono soggetti questi beni, ma anche quelli di contrasto nei confronti delle usurpazioni da parte dei privati e quello, fondamentale, della ricostituzione delle comunità locali nel contesto della società e dell’economia contemporanee.

4) MAPPARE DAL BASSO. CARTOGRAFIE RADICALI DA/PER GISsari, ATTIVIST*, E NON

In una fase così importante, che vede i territori in pericolo e sotto continuo attacco, realizziamo che le montagne al tempo della crisi climatica si presentano contemporaneamente come terra di conquista e come frontiera della vita da cui tutt* dipendiamo. Per immaginare, analizzare, e lottare a difesa dei territori dobbiamo dotarci di una buona cassetta degli attrezzi. Immaginiamo uno spazio per la condivisione dei saperi in cui raccogliere storie ed esperienze, ma anche per condividere tecniche e metodi utili a una produzione di conoscenza capace di supportare le lotte che portiamo avanti sui territori. Parleremo della costruzione di mappe collaborative dal basso e di cartografie controegemoniche adeguate ad analizzare e visualizzare le nocività che caratterizzano la dinamica estrattiva, anche attraverso la produzione autonoma di dati e letture. Proponiamo uno spazio di confronto e condivisione di buone pratica, per mettere a sistema esperienze, saperi, progettare e cospirare insieme.

5) NARRAZIONI DELLA MONTAGNA

Come si racconta la montagna al tempo della crisi climatica ed ecologica in corso? Quali narrazioni risultano ormai irricevibili e quali altre dovremmo invece proporre per valorizzare il ruolo ecosistemico che hanno questi territori nella riproduzione della vita? Quali strumenti e metodi di divulgazione risultano oggi più efficaci nello svolgere questo compito così cruciale? In questo tavolo tenteremo di rispondere a queste domande, di porre al vaglio esperienze e progetti già esistenti ed immaginarne di nuovi. Questo tavolo è consigliato in particolare a chi si occupa di divulgazione scientifica, giornalismo, scrittura, blogging, produzione audio/video, arte, riviste di settore, comunicazione.

6) LE PRECONDIZIONI DELL’ESTRATTIVISMO. A CURA DI RECOMMON

Quali sono le precondizioni che permettono all’estrattivismo di colpire i territori? Quali strumenti abbiamo per contrastarli, e come? Proveremo insieme ad approfondire il modus operandi dell’estrattivismo contemporaneo e collezionare strumenti per lavorare nel contrasto delle precondizioni che lo aiutano a distruggere i territori.

7) WORKSHOP: PUÒ LA DECRESCITA OFFRIRE UN’ALTERNATIVA DECOLONIALE ALL’ESTRATTIVISMO?

Una crescita infinita su un pianeta finito non è possibile. La decrescita propone una critica radicale dell’economia finalizzata alla produzione e alla crescita per proporre un’economia che possa, invece, provvedere alla buona vita per tutt* entro i limiti biofisici del pianeta. Questo vuol dire ripensare e ridurre sistemi di produzione e consumo, ridefinire il nostro immaginario di benessere, ricostruire comunità e mettere al centro la cura, la giustizia sociale, intersezionale, e la decolonialità. La decrescita in dialogo e in alleanza con le lotte per la difesa territoriale e la giustizia ambientale per contrastare l’ecocidio.

8) WORKSHOP: RAPPORTO TRA LOGICA ESTRATTIVISTA E SOPRAVVIVENZA. C’È UN MODO DI FARE COMUNITÀ TRA DI NOI E COLLABORARE MAGGIORMENTE PER IL MONDO CHE VORREMMO? A CURA DI ULTIMA GENERAZIONE

Tutta la nostra vita è immersa nella logica del meccanismo estrattivista e del fare/produrre. Siamo convinti che la necessità di sopravvivere, di avere dei soldi, ci costringa a replicare inevitabilmente una collezione di comportamenti, di ruoli, di abitudini, che restringono le nostre capacità di vera connessione ai posti in cui viviamo, agli esseri viventi che incrociamo, e forse anche a noi stessi. In altre parole, siamo dentro e parte di un meccanismo tossico e ci intossichiamo a vicenda. Forse non è veramente così, forse abbiamo anche risorse e spazi per vivere meglio… e magari ci stiamo già provando. Dove? Come? Con chi? Cosa ci serve? Potremmo unire le nostre energie?

PERCHÉ UNA GIORNATA DEDICATA AL FUTURO DELLE MONTAGNE?

Il 17 dicembre, a seguito della manifestazione a tutela delle Alpi Apuane e contro l’attacco alle montagne, desideriamo costruire una giornata di confronto animata da una pluralità di soggetti e realtà. L’idea generale è quella di costruire una serie di momenti orizzontali, in forma di tavole rotonde, gruppi di lavoro e workshop, dove fotografare il presente dei territori montani e immaginarne insieme il futuro.

Mentre il convegno del 16 dicembre sarà un momento informativo e frontale, incentrato principalmente sull’estrattivismo apuano, la giornata del 17 vorrebbe essere un’occasione per accogliere contributi e confrontarsi attivamente.

É per noi importante che questa occasione non serva semplicemente a manifestare solidarietà al caso apuano, quanto a cogliere gli elementi emblematici che esso offre. L’estrattivismo qui ha forgiato un intero territorio, costruito un’identità collettiva, spossessato comunità e condannato al dissesto economico, ecologico e sociale la popolazione e l’ecosistema. Tutto questo garantendosi un sostegno diffuso attraverso la costruzione di mitologie socialmente imposte e beneficenza al ribasso.

Siamo però ben coscienti che le montagne tutte sono al centro di una spirale speculativa che non farà altro che intensificarsi: la corsa alle materie prime di cui le montagne sono ricche, l’acqua che da esse sgorga e che ormai è ridotta a commodity finanziaria, i vecchi modelli di turismo massivo oggi del tutto insostenibili, le grandi opere, i grandi eventi e lo sviluppo delle reti logistiche che sempre più le colpiscono.

Le montagne al tempo della crisi climatica si presentano contemporaneamente come terra di conquista e come frontiera della vita da cui tuttə dipendiamo. Crediamo che il tempo sia maturo affinché le montagne si sollevino, si confrontino e si interconnettano per comprendere come difendere se stesse e la vita tutta. Lanciamo dunque un appello all’impegno collettivo e alla disponibilità al confronto che l’urgenza e la gravità della situazione ci richiede.

Ci appelliamo alle tante realtà che si occupano di montagna, che la vivono, che la raccontano e che la curano, per aiutarci a costruire insieme questa giornata di confronto il cui fine non è la sintesi tra posizioni diverse ma la fotografia dello stato di cose attuali.

Vorremmo provare a rispondere insieme a domande cruciali quali: come stanno le montagne? Quali minacce gravano su di esse? Quali esperienze organizzative sono nate per difenderle? Quali economie non estrattive è necessario immaginare per questi luoghi?

Ci immaginiamo che di questo confronto possa e debba rimanere traccia e che questo racconto collettivo possa divenire una delle basi su cui aprire una riflessione ampia sul futuro delle montagne e della collettività.

COME COSTRUIRE INSIEME QUESTA GIORNATA

PIANIFICAZIONE PARTECIPATA

Il metodo organizzativo che proponiamo è quello della pianificazione partecipata. Il nostro ruolo principale sarà quello di apertura dello spazio di confronto e di gestione logistica della giornata. Ci faremo carico di coordinare uno o più tavoli ma vorremmo lasciare voce alle proposte di quante più realtà possibili.

Abbiamo identificato alcune suggestioni tematiche di partenza e non vincolanti all’interno dei quali proporre tavoli/gruppi/workshop: sappiamo che sono molte le persone e le realtà che da lungo tempo lavorano e si interrogano su questi temi e non abbiamo in alcun modo la presunzione di poterne offrire una mappatura risolutiva.

Chiediamo di assumersi la responsabilità di coordinare e moderare il tavolo proposto, nonché di garantire la produzione di un report scritto o un contenuto multimediale di restituzione del confronto.

Sappiamo bene che i tempi sono stretti e la scommessa ambiziosa. Nonostante ciò, crediamo che sia possibile e desiderabile sperimentare forme di organizzazione orizzontale e decentrata. Affinché questo sia possibile vi chiediamo di inviarci la proposta quanto prima.

suggestioni tematiche

Proponiamo qui alcuni macro temi all’interno dei quali sviluppare proposte di tavoli.

Queste sono da considerarsi suggestioni non vincolanti, restiamo apertissimə a ricevere proposte ulteriori che risultino inerenti alla giornata.

La condizione in cui versano le montagne: proposte di mappatura delle aggressioni alla montagna, analisi di situazioni locali o complessive
Le lotte nate nei territori montani
Strumenti di monitoraggio dal basso: citizen science, monitoraggio autogestito, mappature, osservazione partecipata, conricerca di comunità
Abitare i territori montani: la questione dello spopolamento, esperimenti di ripopolamento dei territori montani, economie rigenerative e autoproduzioni, reti mutualistiche territoriali
Montagne e nuova corsa alle materie prime
Montagne e questione dell’acqua
Montagne al tempo della crisi climatica: ghiacciai che si sciolgono, gli impatti degli eventi metereologici estremi
Pratiche di difesa dei territori
Usi civici, beni comuni e lotta alla privatizzazione
Sport e fruizione non impattante
Cura dei territori montani
Narrazione, comunicazione, divulgazione sui territori montani: riviste e editoria indipendente, produzioni video, siti d’informazione, podcast…
Approcci teorici e pensiero critico

Proponi un tavolo!

Questo è un evento autogestito, a renderlo possibile è lo sforzo collettivo.

Sei un movimento, un’organizzazione, un’associazione, un ente di tutela del territorio e vuoi esserne parte? Inviaci la tua proposta compilando il form. Ti ricontattiamo per tutti i dettagli.

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Email

athamanta.ms@gmail.com

Luogo dell’evento:

Carrara (MS).